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 Oggetto del messaggio: Re: 100 - Areofagia di inizio anno
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La flatulenza d'inizio anno era dovuta alla eccessiva opulenza dei pasti conviviali. Il gas formato poteva volare fino alla stratosfera, lasciando dietro una scia chimica pari a quella di un Antonov Mriya.
Si pensò subito ad un atto terroristico di un gruppo di estremisti Perugini che rivendicavano l'indipendenza del proprio paese.
Era risaputo che fin dal1416 Braccio Fortebraccio da Montone scese in guerra a tale scopo anche se sotto il controllo mentale della moglie donna dalle molteplici sfaccettature.
Nicolina da Varano infatti aveva un'esperienza di matrimonio fondata sulla ginecocrazia liberticida, pronta a tutto pur di dimostrare la supremazia della donna davanti ad ogni situazione.
Come quella volta vhe, seduta sul sedile del passeggero, rimproverava sistematicamente il conducente con espressioni molto colorite in merito alla conduzione del mezzo.
Diceva: "Ma questa carrozza non va!! frusta sto cavallo"
Oppure: "fico 'sto autista, quanto pià"?
Ancora: " diamogli un calcio, così si sveglia"
Il cocchiere si voltò: "a signò... che vvolete... sto brocco nun camina"
Ancora Nicolina: "serve un incentivo mettigli una carota in cuulo, vedrai che sprint !!!!"
Così il cocchiere, preso da una sorta di fastidio, prese la carota dalla tasca e, dopo averla legata ad una canna, esclamò:
"con questo metodo, evito di muovermi! e non rischio di prende le zampate dalla povera bestia".
Ma la carota no servì dato che il problema era la quinta gamba che spuntava da sotto e che limitava la corsa fluida del cavallo.
Questo però Nicolina non lo vedeva, dato che la lunghezza della "canna" era tale da sparire sotto la carrozza.
poi però successe che all'improvviso presero in pieno una buca sulla strada e Nicolina scivolò fuori dal lunotto anteriore, finendo a capofitto su una grossa e profumata cacca di cavallo.
Esclamò: " questa è meèèrda!!!! e puzza tantissimo .... è vero che porta fortuna?"
da lontano si sentì una voce rispondere chiaramente: "non porta fortuna porta mèrda dato che è mèrda puzzolente che sporca".
Nel frattempo il cocchiere esclamò: "che cùlo, ho scaricato quella rompiballe prima che le sue chiacchiere mi rendessero sordo, non si poteva sopportare tale gnégné."
Ma la Nicolina ebbè una grossa idea: si aggrappò alla coda del cavallo. Tenendola con tenacia, fece un balzo atletico e gli salì sul groppone, come se avesse ricevuto morsi sulle chiappe.
La situazione sembrava volgere al termine ma invece, come una meteora si materializzò un ponte basso, dove diede una craniata micidiale. Con destrezza il cocchiere si voltò a sinistra, evitando lui stesso il ponte, ma gli prese un gran colpo quando vide davanti un grosso masso che rotolava in senso contrario.
Fece di tutto per evitarlo sterzando bruscamente verso sinistra. Grosso errore, perché fini in un dirupo. Lungo la brusca discesa il carro si disarticolò, il cavallo inciampò e le ruote andarono per i fatti loro fino dentro al fiume.
La sfortuna sembrava non finire quando un fulmine colpì il fondo schiena del cavallo, che s'imbizzarì e si trasformò in una Thestral rosa, chiaramente effemminata. Non si capiva bene cosa pensasse il cavallo quando guardandosi allo specchio vide una grossa protuberanza

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......"Solo perché non capite certe cose non significa che siano sbagliate"......


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 Oggetto del messaggio: Re: 100 - Areofagia di inizio anno
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Si pensò subito ad un atto terroristico di un gruppo di estremisti Perugini che rivendicavano l'indipendenza del proprio paese.
Era risaputo che fin dal1416 Braccio Fortebraccio da Montone scese in guerra a tale scopo anche se sotto il controllo mentale della moglie donna dalle molteplici sfaccettature.
Nicolina da Varano infatti aveva un'esperienza di matrimonio fondata sulla ginecocrazia liberticida, pronta a tutto pur di dimostrare la supremazia della donna davanti ad ogni situazione.
Come quella volta vhe, seduta sul sedile del passeggero, rimproverava sistematicamente il conducente con espressioni molto colorite in merito alla conduzione del mezzo.
Diceva: "Ma questa carrozza non va!! frusta sto cavallo"
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Ancora: " diamogli un calcio, così si sveglia"
Il cocchiere si voltò: "a signò... che vvolete... sto brocco nun camina"
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Così il cocchiere, preso da una sorta di fastidio, prese la carota dalla tasca e, dopo averla legata ad una canna, esclamò:
"con questo metodo, evito di muovermi! e non rischio di prende le zampate dalla povera bestia".
Ma la carota no servì dato che il problema era la quinta gamba che spuntava da sotto e che limitava la corsa fluida del cavallo.
Questo però Nicolina non lo vedeva, dato che la lunghezza della "canna" era tale da sparire sotto la carrozza.
poi però successe che all'improvviso presero in pieno una buca sulla strada e Nicolina scivolò fuori dal lunotto anteriore, finendo a capofitto su una grossa e profumata cacca di cavallo.
Esclamò: " questa è meèèrda!!!! e puzza tantissimo .... è vero che porta fortuna?"
da lontano si sentì una voce rispondere chiaramente: "non porta fortuna porta mèrda dato che è mèrda puzzolente che sporca".
Nel frattempo il cocchiere esclamò: "che cùlo, ho scaricato quella rompiballe prima che le sue chiacchiere mi rendessero sordo, non si poteva sopportare tale gnégné."
Ma la Nicolina ebbè una grossa idea: si aggrappò alla coda del cavallo. Tenendola con tenacia, fece un balzo atletico e gli salì sul groppone, come se avesse ricevuto morsi sulle chiappe.
La situazione sembrava volgere al termine ma invece, come una meteora si materializzò un ponte basso, dove diede una craniata micidiale. Con destrezza il cocchiere si voltò a sinistra, evitando lui stesso il ponte, ma gli prese un gran colpo quando vide davanti un grosso masso che rotolava in senso contrario.
Fece di tutto per evitarlo sterzando bruscamente verso sinistra. Grosso errore, perché fini in un dirupo. Lungo la brusca discesa il carro si disarticolò, il cavallo inciampò e le ruote andarono per i fatti loro fino dentro al fiume.
La sfortuna sembrava non finire quando un fulmine colpì il fondo schiena del cavallo, che s'imbizzarì e si trasformò in una Thestral rosa, chiaramente effemminata. Non si capiva bene cosa pensasse il cavallo quando guardandosi allo specchio vide una grossa protuberanza sulla fronte.
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Era risaputo che fin dal1416 Braccio Fortebraccio da Montone scese in guerra a tale scopo anche se sotto il controllo mentale della moglie donna dalle molteplici sfaccettature.
Nicolina da Varano infatti aveva un'esperienza di matrimonio fondata sulla ginecocrazia liberticida, pronta a tutto pur di dimostrare la supremazia della donna davanti ad ogni situazione.
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Così il cocchiere, preso da una sorta di fastidio, prese la carota dalla tasca e, dopo averla legata ad una canna, esclamò:
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Ma la carota no servì dato che il problema era la quinta gamba che spuntava da sotto e che limitava la corsa fluida del cavallo.
Questo però Nicolina non lo vedeva, dato che la lunghezza della "canna" era tale da sparire sotto la carrozza.
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Nel frattempo il cocchiere esclamò: "che cùlo, ho scaricato quella rompiballe prima che le sue chiacchiere mi rendessero sordo, non si poteva sopportare tale gnégné."
Ma la Nicolina ebbè una grossa idea: si aggrappò alla coda del cavallo. Tenendola con tenacia, fece un balzo atletico e gli salì sul groppone, come se avesse ricevuto morsi sulle chiappe.
La situazione sembrava volgere al termine ma invece, come una meteora si materializzò un ponte basso, dove diede una craniata micidiale. Con destrezza il cocchiere si voltò a sinistra, evitando lui stesso il ponte, ma gli prese un gran colpo quando vide davanti un grosso masso che rotolava in senso contrario.
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La sfortuna sembrava non finire quando un fulmine colpì il fondo schiena del cavallo, che s'imbizzarì e si trasformò in una Thestral rosa, chiaramente effemminata. Non si capiva bene cosa pensasse il cavallo quando guardandosi allo specchio vide una grossa protuberanza sulla fronte.
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Si pensò subito ad un atto terroristico di un gruppo di estremisti Perugini che rivendicavano l'indipendenza del proprio paese.
Era risaputo che fin dal1416 Braccio Fortebraccio da Montone scese in guerra a tale scopo anche se sotto il controllo mentale della moglie donna dalle molteplici sfaccettature.
Nicolina da Varano infatti aveva un'esperienza di matrimonio fondata sulla ginecocrazia liberticida, pronta a tutto pur di dimostrare la supremazia della donna davanti ad ogni situazione.
Come quella volta vhe, seduta sul sedile del passeggero, rimproverava sistematicamente il conducente con espressioni molto colorite in merito alla conduzione del mezzo.
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Così il cocchiere, preso da una sorta di fastidio, prese la carota dalla tasca e, dopo averla legata ad una canna, esclamò:
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Ma la carota no servì dato che il problema era la quinta gamba che spuntava da sotto e che limitava la corsa fluida del cavallo.
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Esclamò: " questa è meèèrda!!!! e puzza tantissimo .... è vero che porta fortuna?"
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Nel frattempo il cocchiere esclamò: "che cùlo, ho scaricato quella rompiballe prima che le sue chiacchiere mi rendessero sordo, non si poteva sopportare tale gnégné."
Ma la Nicolina ebbè una grossa idea: si aggrappò alla coda del cavallo. Tenendola con tenacia, fece un balzo atletico e gli salì sul groppone, come se avesse ricevuto morsi sulle chiappe.
La situazione sembrava volgere al termine ma invece, come una meteora si materializzò un ponte basso, dove diede una craniata micidiale. Con destrezza il cocchiere si voltò a sinistra, evitando lui stesso il ponte, ma gli prese un gran colpo quando vide davanti un grosso masso che rotolava in senso contrario.
Fece di tutto per evitarlo sterzando bruscamente verso sinistra. Grosso errore, perché fini in un dirupo. Lungo la brusca discesa il carro si disarticolò, il cavallo inciampò e le ruote andarono per i fatti loro fino dentro al fiume.
La sfortuna sembrava non finire quando un fulmine colpì il fondo schiena del cavallo, che s'imbizzarì e si trasformò in una Thestral rosa, chiaramente effemminata. Non si capiva bene cosa pensasse il cavallo, quando guardandosi allo specchio vide una grossa protuberanza sulla fronte.
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Così il cocchiere, preso da una sorta di fastidio, prese la carota dalla tasca e, dopo averla legata ad una canna, esclamò:
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Nel frattempo il cocchiere esclamò: "che cùlo, ho scaricato quella rompiballe prima che le sue chiacchiere mi rendessero sordo, non si poteva sopportare tale gnégné."
Ma la Nicolina ebbè una grossa idea: si aggrappò alla coda del cavallo. Tenendola con tenacia, fece un balzo atletico e gli salì sul groppone, come se avesse ricevuto morsi sulle chiappe.
La situazione sembrava volgere al termine ma invece, come una meteora si materializzò un ponte basso, dove diede una craniata micidiale. Con destrezza il cocchiere si voltò a sinistra, evitando lui stesso il ponte, ma gli prese un gran colpo quando vide davanti un grosso masso che rotolava in senso contrario.
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Era risaputo che fin dal1416 Braccio Fortebraccio da Montone scese in guerra a tale scopo anche se sotto il controllo mentale della moglie donna dalle molteplici sfaccettature.
Nicolina da Varano infatti aveva un'esperienza di matrimonio fondata sulla ginecocrazia liberticida, pronta a tutto pur di dimostrare la supremazia della donna davanti ad ogni situazione.
Come quella volta vhe, seduta sul sedile del passeggero, rimproverava sistematicamente il conducente con espressioni molto colorite in merito alla conduzione del mezzo.
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Il cocchiere si voltò: "a signò... che vvolete... sto brocco nun camina"
Ancora Nicolina: "serve un incentivo mettigli una carota in cuulo, vedrai che sprint !!!!"
Così il cocchiere, preso da una sorta di fastidio, prese la carota dalla tasca e, dopo averla legata ad una canna, esclamò:
"con questo metodo, evito di muovermi! e non rischio di prende le zampate dalla povera bestia".
Ma la carota no servì dato che il problema era la quinta gamba che spuntava da sotto e che limitava la corsa fluida del cavallo.
Questo però Nicolina non lo vedeva, dato che la lunghezza della "canna" era tale da sparire sotto la carrozza.
poi però successe che all'improvviso presero in pieno una buca sulla strada e Nicolina scivolò fuori dal lunotto anteriore, finendo a capofitto su una grossa e profumata cacca di cavallo.
Esclamò: " questa è meèèrda!!!! e puzza tantissimo .... è vero che porta fortuna?"
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Nel frattempo il cocchiere esclamò: "che cùlo, ho scaricato quella rompiballe prima che le sue chiacchiere mi rendessero sordo, non si poteva sopportare tale gnégné."
Ma la Nicolina ebbè una grossa idea: si aggrappò alla coda del cavallo. Tenendola con tenacia, fece un balzo atletico e gli salì sul groppone, come se avesse ricevuto morsi sulle chiappe.
La situazione sembrava volgere al termine ma invece, come una meteora si materializzò un ponte basso, dove diede una craniata micidiale. Con destrezza il cocchiere si voltò a sinistra, evitando lui stesso il ponte, ma gli prese un gran colpo quando vide davanti un grosso masso che rotolava in senso contrario.
Fece di tutto per evitarlo sterzando bruscamente verso sinistra. Grosso errore, perché fini in un dirupo. Lungo la brusca discesa il carro si disarticolò, il cavallo inciampò e le ruote andarono per i fatti loro fino dentro al fiume.
La sfortuna sembrava non finire quando un fulmine colpì il fondo schiena del cavallo, che s'imbizzarì e si trasformò in una Thestral rosa, chiaramente effemminata. Non si capiva bene cosa pensasse il cavallo, quando guardandosi allo specchio vide una grossa protuberanza sulla fronte.
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Era risaputo che fin dal1416 Braccio Fortebraccio da Montone scese in guerra a tale scopo anche se sotto il controllo mentale della moglie donna dalle molteplici sfaccettature.
Nicolina da Varano infatti aveva un'esperienza di matrimonio fondata sulla ginecocrazia liberticida, pronta a tutto pur di dimostrare la supremazia della donna davanti ad ogni situazione.
Come quella volta vhe, seduta sul sedile del passeggero, rimproverava sistematicamente il conducente con espressioni molto colorite in merito alla conduzione del mezzo.
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Così il cocchiere, preso da una sorta di fastidio, prese la carota dalla tasca e, dopo averla legata ad una canna, esclamò:
"con questo metodo, evito di muovermi! e non rischio di prende le zampate dalla povera bestia".
Ma la carota no servì dato che il problema era la quinta gamba che spuntava da sotto e che limitava la corsa fluida del cavallo.
Questo però Nicolina non lo vedeva, dato che la lunghezza della "canna" era tale da sparire sotto la carrozza.
poi però successe che all'improvviso presero in pieno una buca sulla strada e Nicolina scivolò fuori dal lunotto anteriore, finendo a capofitto su una grossa e profumata cacca di cavallo.
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Nel frattempo il cocchiere esclamò: "che cùlo, ho scaricato quella rompiballe prima che le sue chiacchiere mi rendessero sordo, non si poteva sopportare tale gnégné."
Ma la Nicolina ebbè una grossa idea: si aggrappò alla coda del cavallo. Tenendola con tenacia, fece un balzo atletico e gli salì sul groppone, come se avesse ricevuto morsi sulle chiappe.
La situazione sembrava volgere al termine ma invece, come una meteora si materializzò un ponte basso, dove diede una craniata micidiale. Con destrezza il cocchiere si voltò a sinistra, evitando lui stesso il ponte, ma gli prese un gran colpo quando vide davanti un grosso masso che rotolava in senso contrario.
Fece di tutto per evitarlo sterzando bruscamente verso sinistra. Grosso errore, perché fini in un dirupo. Lungo la brusca discesa il carro si disarticolò, il cavallo inciampò e le ruote andarono per i fatti loro fino dentro al fiume.
La sfortuna sembrava non finire quando un fulmine colpì il fondo schiena del cavallo, che s'imbizzarì e si trasformò in una Thestral rosa, chiaramente effemminata. Non si capiva bene cosa pensasse il cavallo, quando guardandosi allo specchio vide una grossa protuberanza sulla fronte.
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Era risaputo che fin dal1416 Braccio Fortebraccio da Montone scese in guerra a tale scopo anche se sotto il controllo mentale della moglie donna dalle molteplici sfaccettature.
Nicolina da Varano infatti aveva un'esperienza di matrimonio fondata sulla ginecocrazia liberticida, pronta a tutto pur di dimostrare la supremazia della donna davanti ad ogni situazione.
Come quella volta vhe, seduta sul sedile del passeggero, rimproverava sistematicamente il conducente con espressioni molto colorite in merito alla conduzione del mezzo.
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Così il cocchiere, preso da una sorta di fastidio, prese la carota dalla tasca e, dopo averla legata ad una canna, esclamò:
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Ma la Nicolina ebbè una grossa idea: si aggrappò alla coda del cavallo. Tenendola con tenacia, fece un balzo atletico e gli salì sul groppone, come se avesse ricevuto morsi sulle chiappe.
La situazione sembrava volgere al termine ma invece, come una meteora si materializzò un ponte basso, dove diede una craniata micidiale. Con destrezza il cocchiere si voltò a sinistra, evitando lui stesso il ponte, ma gli prese un gran colpo quando vide davanti un grosso masso che rotolava in senso contrario.
Fece di tutto per evitarlo sterzando bruscamente verso sinistra. Grosso errore, perché fini in un dirupo. Lungo la brusca discesa il carro si disarticolò, il cavallo inciampò e le ruote andarono per i fatti loro fino dentro al fiume.
La sfortuna sembrava non finire quando un fulmine colpì il fondo schiena del cavallo, che s'imbizzarì e si trasformò in una Thestral rosa, chiaramente effemminata. Non si capiva bene cosa pensasse il cavallo, quando guardandosi allo specchio vide una grossa protuberanza sulla fronte.
Il corno aumentava in continuazione e diventava sempre più nero e lungo simile alla proboscide di un tapiro dalla gualdrappa.

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... o muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo ....


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