Non facciamo di tutta l'erba un fascio, c'è libro e libro.
C'è anche chi il libro se lo fa scrivere, solo perché lui/lei non è capace, ma sufficientemente famoso per vendere qualsiasi cosa: dalle caramelle ai libri appunto.
Io credo che un libro scritto bene sia un impegno non indifferente. Anche un semplice romanzo, se ci metti dentro delle boiate si capiscono subito. Ti assicuro che un romanzo storico (ma qualsiasi altro genere non fa eccezione) scritto da uno storico, ha tutto un altro spessore di uno scritto dal primo che passa.
A me ad esempio piacciono i romanzi storici o amientati, perché tra le righe leggo come si viveva al tempo, cosa si manciava, come si cucinava, come si cuoceva, come si vestiva e via discorrendo.
Se uno che non conosce cosa sia la fame, come fa a descriverti cosa siano i morsi che ti spingono ad uccidere per un panino?

Comunque credo che nel nostro caso, una qualsiasi copertina equivale l'altra.